Belvì

Il Comune di Belvì, alle falde del Gennargentu, è un piccolo paese da cui prende il nome una delle tre barbagie, la Barbagia di Belvì appunto.

Sull’origine del suo nome, ci sono diverse versioni: è certo, però, che il nome del “villaggio di Belvì” (Belbì) compare già nel trattato di pace tra Eleonora e il Don Giovanni il 24 gennaio 1388.

Il Comune, una economia prevalentemente agro-pastorale, deve molto della sua fama alla produzione di castagne, nocciole e ciliegie.

Il suo territorio, anche se di modeste dimensioni, contiene interessanti testimonianze del suo passato come la “Domus de Janas”, numerosi nei boschi che circondano il paese dove sono stati trovati anche vari reperti e ceramiche risalenti al neolitico al periodo romano. Di particolare interesse è la piccola stazione ferroviaria che è stata abbastanza fedele al passato con edifici e interni , e non lontano dalla stessa galleria, costruita negli anni 1888-1890, che è ancora la galleria più lunga dell’isola. La ferrovia e il treno si era preso il paese dall’isolamento geografico in cui si trovava e, per quasi un secolo, è stata una parte integrante della vita, ma anche l’economia degli abitanti di Belvì.

La grande risorsa di Belvì tuttavia, è il patrimonio naturale, la mostra agricola locale picchi irregolari frastagliati di che si innalzano e si distinguono in ogni direzione. Il suo territorio si estende per circa 1889 ettari di piste di montagna che si differenziano a seconda dell’altitudine e della flora di diverse condizioni climatiche.

All’interno possiamo distinguere folti boschi di noccioli, noci, castagni, roveri, lecci e agrifogli. Una menzione speciale per la bellissima Valle de S’Iscara , che prende il nome dal fiume che la attraversa, pieno di alberi da frutta, alberi di noci ed essenze di interesse storico conserva ancora scorci di grande bellezza.

Di particolare interesse sono alcune vie del centro storico dove si possono ancora vedere i segni del passato architettonico di grande interesse storico e il Museo di Scienze Naturali, che ospita importanti collezioni di minerali e di fauna, tra i quali si distingue per la sua unicità e la bellezza della raccolta farfalla.